Musica: Virtù o Professione?

"Quello che vorrei, è suonare per professione, voglio campare di musica!". Bene, tutti avrete sentito pronunciare frasi del genere da qualche vostro amico musicista, o se lo siete, l'avrete pensato, almeno una volta. Infatti anch'io anni fa mi ripetevo questo ritornello, convinto che il punto fosse il riconoscimento della propria professionalità: io offro un servizio, chi ne gode mi paga per questo.

 

Un giorno durante un seminario all'università intitolato "La musica per Aristotele", rimasi fulminato dalla visione del grande filosofo riguardo il professionismo musicale che andava diffondendosi soprattutto in Sicilia e nelle polis della Magna Grecia. Infatti condannava il suonare dietro compenso, in quanto era convinto che la musica servisse alla Virtù, cioè al desiderio di perfezione (ovviamente irraggiungibile) dell'uomo. Una tensione ideale verso il divino!

 

Ora, che cazzo c'entra Aristotele con la musica folk nel 2014? Forse niente. Comunque le cose sono due: o usi la musica per miglorarti, ed in seguito gli altri pagheranno per godere della tua "Virtù", o rimani ancorato alla misera lotta sindacale di categoria, e non facendo musica, ti masturbi con uno strumento in mano.

 

Occhio che diventi cieco!

 

Scrivi commento

Commenti: 0