L'Insensata Bellezza del Mondo

Chiunque si interessi di poesia sa che questa non ha mercato. La poesia non si vende, non si compra, non si condivide sui social. Quando qualcuno la nomina, i presenti provano addirittura un senso di disagio: sembra di vederli alle medie davanti al sussidiario, con quella inconfondibile espressione che inequivocabilmente dice "Ma che cazzo c'entra sto fanciullino coglione, con i miei svariati problemi preadolescenziali?" Io d'altra parte, che sono uno dei tre minchioni perditempo (con Pascoli e Foscolo) che l'hanno sempre amata, e mi chiedo il perchè di questo disinteresse. Scrivere poesie così come suonare, significa creare un linguaggio personale, un codice che solo pochi individui, di solito incompresi dalla società, possono comprendere. Ma vi chiedo: se è roba per gli incompresi, davvero la maggior parte delle persone "normali" si sente compresa nella sua solitudine? Davvero non ti riguardano "i dolori del giovane Werther"?   Il poeta sbaglia per noi, è lui a spiattellare tutti i suoi torbidi desideri esistenziali, è lui che, per dirla con Baudelaire, affronta i "dileggi del volgo".

Il poeta non ha pietà, guarda la fottuta realtà di miseria e grandezza dell'Uomo, si commuove per l'Insensata Bellezza del Mondo, e te la sbatte in faccia, con il rischio (probabile) che questo non ti piaccia.

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Commenti: 1
  • #1

    babbo aldo (venerdì, 24 giugno 2016 14:37)

    caro omar condivivo perfettamente il tuo scritto che è permeato dalla tua esperienza di vita,
    dalla tua intelligenza e dalla rua preparazione di filosofo. Per me è sempre un piacere e un orgoglio leggerti. Ti mando un caloroso abbraccio e un augurio di ogni bene.