"TUTTO CAMBIA" è il primo disco ufficiale.

Dieci brani elettro-acustici sull'idea di cambiamento. Cambiano i tempi, gli stili di vita e la società ma cosa rimane sempre uguale nei secoli? Come mi devo porre di fronte ai cambiamenti? Per me la più grande rivoluzione è stata la nascita di mio figlio. Ho cominciato a riconsiderare da capo molte cose che avevo date per certe, ed ho capito che cambiando le parole, cambiano le azioni. Con le parole giuste, si costruiscono i fatti, si cambia il mondo davvero. 


La canzone "Tutto cambia" è quella che da il nome al disco. L'ho scelta come canzone rappresentativa di questo album, proprio perché è la più atipica nella mia produzione. Rappresenta bene il cambiamento verso nuove sonorità a livello musicale, e nuove prospettive in quello personale. L'album è stato prodotto da Lorenzo Sebastiani e suonato da Andrea Morelli (chitarre), Marco Dirani (basso) ed Alex Reeves (batteria), che ringrazio per aver dato tanta qualità al mio disco. Se vuoi sostenermi, condividi il video ed iscriviti al canale, così riesco a tenerti aggiornato sugli sviluppi futuri. 


"Rivoluzione di parole" (intervista Balagandà)

In questa lunga intervista ci sono alcuni dei pezzi forti del disco, un live set acustico e tutto quello che hai sempre voluto sapere su questo singolare progetto. Mauro e Paola sono stati bravissimi a farmi sentire a mio agio, e mi sono divertito molto. Loro hanno apprezzato e spero anche tu. Aiutami a fare la mia "rivoluzione di parole".


"Restare a guardare"

Il succo di questa canzone, è il mio senso di esclusione dalla società. Per molti anni ho fatto finta di non essere interessato a giocare. Mi sono costruito, come molti, una personalità attorno a questo. Fingevo di sentirmi superiore, di essere immerso solo nel mondo elitario e colto della poesia, troppo impegnato per scendere in campo. Troppo insicuro per prendere calci e reagire. Poi la musica mi ha portato sulla strada giusta. Questo continuo inseguire una cosa che non esiste, ti fa diventare realmente migliore. Ora sono pronto a spogliarmi della mia spocchia ed indossare l'uniforme della squadra. Ho capito inoltre, che tutto lo spazio che non occupo, lo occupa qualcun'altro. Le scelte che non faccio, le farà qualcun'altro per me. Sei pronto a farti male con me?



 TUTTA LA MAGIA

Si chiama "Tutta la magia" ed è un brano scritto molti anni fa, recentemente trasformato. Parla della magia che non riusciamo a vedere, nascosta nella verità delle piccole cose. Una canzone discreta, che non vuole essere una hit. Parla della bellezza che ci sfugge dalle mani. E' in vendita sui maggiori store digitali, se voleste sostenere il mio progetto, e disponibile gratuitamente per l'ascolto su Spotify e Youtube. 


L'inutilità del successo

Penso che l'idea di successo che abbiamo noi occidentali filo-americani, faccia veramente schifo. Non è che ci manchi il successo, è che la definizione stessa che ne abbiamo è penosa. Patetica. Molti uomini che conosco personalmente, pensano solo a "soldi e figa" in relazione al successo. Alcuni vanagloria stile influencer di grido, altri poter non fare un cazzo all'ombra di qualche palma tropicale (con donne selvagge seminude). Di sicuro la nostra definizione di successo, fa a meno volentieri della virtù. Partendo da un'analisi lessicale, il successo è al participio passato. E' qualcosa di contrapposto al sogno, al potenziale, qualcosa che ha dimostrato nei fatti, una teoria annunciata o immaginata. Quindi il nostro sogno è davvero questo? Volare da Dubai a Honolulu in prima classe con lo champagne e le modelle anoressiche in cerca della piscina perfetta? E' questo che vogliamo veramente? Oppure il riconoscimento sociale di una nostra capacità, essere più bravo di tutti, o quantomeno di qualcun'altro? Non a caso molti artisti catapultati in questo modello di successo hanno bruciato presto il loro potenziale e la loro vita. L'immagine poi dell'imprenditore super impegnato 24h che si esalta per la cravatta Ferragamo e il Suv, è qualcosa deprimente, a prescindere dalla sua caratura. Questa visione non è nostra. L'abbiamo assorbita dalla tv berlusconiana di stampo mondialista, fatta a posta per allontanare le persone dalla felicità, avvicinandole al narcisismo consumista acritico. Dopo questa, mi sento un po Fusaro, ma nessuno è perfetto. Quindi cosa dobbiamo volere? Qual'è il successo aspicabile per la felicità (e non solo per soldi e fica?)

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